Tradizione, La Pizzica

Nel folklore salentino, rientra a pieno titolo il tradizionale ballo della taranta, il ragno velenoso, il cui morso è la “pizzica” e che genera uno stato allucinogeno di agitazione psichica e spasmi muscolari, che portano le pizzicate a vere e proprie crisi epilettiche.
Questo ballo è quindi di origine terapeutica ma anche estatico e, benché si parli di pizzica, il morso a cui ci si riferisce non è in realtà quello di un ragno vero e proprio, bensì il simbolo del giogo economico, sociale, sessuale, sotto al quale l’emarginato viene posto.
Ovviamente nella storia dell’umanità, la donna ha da sempre ricoperto il ruolo dell’emarginato per eccellenza, la sua forza ancestrale e potere primordiale ha generato il timore maschile e il conseguente isolamento sociale della stessa.

Il ballo mette in scena questa frustrazione femminile, dove le pizzicate cadevano in trance, fra tormenti ed estasi, fino alla grazia di San Paolo, loro protettore, che giungeva a liberarle. Il rito della danza si svolgeva su un ampio lenzuolo, con un cestino all’angolo per la raccolta delle offerte.
Un rito pagano originario dalla taranta e dalla madre terra (fertilità di cui è simbolo l’incontinente potere femminile) ricondotto all’ordine della Santa Madre Chiesa dal Cristianesimo.

Del tarantismo pugliese si ha notizia fin dal medioevo, per poi progressivamente scomparire all’inizio dell’800. Da sempre accompagnato dal tamburello leccese, che da un ritmo di base con la percussione e un caos ordinato con i suoi sonagli, ci rimanda alla musica primordiale e ai nostri ricordi ancestrali. Oggi la taranta è stata recuperata e rivalutata (non solo in Salento) in festival e lunghe nottate ad essa dedicata. Uno spettacolo unico, che incanta, che lenisce, che non si risparmia, ma anche un gorgo frenetico che tutto inghiotte nel vortice del suo ritmo; uno spettacolo di cui il visitatore non potrà non caderne vittima.

 
 
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